Femminismo moderno e contemporaneo: digressioni dialettiche verso il nuovo sessismo

Amour is a-more

four person holding app banners Photo by rawpixel.com on Pexels.com

La frattura generazionale nell’era digitale, conduce tendenzialmente ad una percezione falsata della realtà attuale, ponendo l’accento sul concetto di apparire e non di essere, sulla meta e non sulla partenza. Fondamentale è invece conoscere la radice di questi falsi movimenti sessisti a cui si assiste quotidianamente nel mondo contemporaneo, dove il concetto di “posso, quindi lo faccio” diviene una giustificazione all’idea malsana di prevaricare l’altro ponendo in essere una qualsiasi forma di oltracotanzadiscriminazione.

Ben lontani sono invece gli ideali nell’epoca moderna, di Olympe de Gouges, attivista di fine settecento delle Suffragette, a cui molte donne nel secolo successivo si ispirarono, e che gettando le basi per quella lotta tanto feroce quanto pacifica, in Inghilterra prima e in Italia dopo, hanno portato al riconoscimento dell’emancipazione giuridica femminile in Europa.

Con la Déclaration des droits…

View original post 1,300 more words

Advertisements

Storia del femminismo: le suffragette e l’emancipazione femminile

La convinzione che la donna dovesse essere soggetta all’uomo è appartenuta quasi a tutti i popoli dell’antichità: la famiglia di tipo patriarcale infatti, caratterizzava la società presso i Persiani, i Greci, i Romani.

Sarà per questo che anche la storia del movimento femminista ha radici antiche nel tempo, al punto che si può collocare già nell’Antica Roma. Quando, nel 200 a.C, si propose di abrogare la legge che vietava alle donne di possedere più di mezza oncia d’oro, di portare vestiti multicolori e di passeggiare in carrozza, le “femministe” del tempo inscenarono una manifestazione di piazza per difendere i loro diritti. Ma non riuscirono nel loro intento, per l’accanita opposizione del maschilista Catone, che sosteneva che gli uomini non dovevano far calpestare la loro indipendenza negli affari pubblici dalla prepotenza muliebre.

Né la situazione della donna mutò nel Medioevo quando, addirittura, alcuni “intellettuali” si imbarcavano in estenuanti discussioni per risolvere un problema che oggi può soltanto farci ridere: la donna era dotata di un’anima (come l’uomo) oppure ne era priva (come le bestie)? Questa presunta inferiorità della donna era “riconosciuta” anche dalla legge.

Anche nel Rinascimento la condizione della donna non subì miglioramenti. Però, più numerose che nel Medioevo, ma soprattutto presso le classi più elevate, ci furono le donne che riuscirono a raggiungere i gradi più alti dell’istruzione e ad affermarsi in vari campi: dalla letteratura all’arte, dalla politica agli affari. Ma furono comunque delle eccezioni, in quanto la massa femminile avrebbe dovuto attendere ancora dei secoli per ottenere la parità con gli uomini.

Il movimento che si è proposto e si propone il preciso scopo di ottenere l’equiparazione della donna all’uomo sia nel campo civile che in quello socio-politico, e il diritto della donna di realizzare liberamente la propria personalità si chiama oggi femminismo.

olympe
Olympe de Gouges (a sinistra) – La Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina (a destra)

Questo movimento è tipicamente moderno e nasce in Francia durante la rivoluzione francese, quando nel 1792 Olympe de Gouges presentò al governo rivoluzionario una “Declaration des Droits des Femmes” nella quale venivano richiesti per le donne tutti i diritti civili e politici. Al di là della Manica, poi, circa una anno dopo, venne pubblicato un libro intitolato “Vindication of the Rights of Woman” di Mary Wollstonecraft che segnò l’inizio del movimento femminista in Inghilterra.

LE SUFFRAGETTE

In seguito, grazie al testo dell’inglese John Stuart Mill“The Subjection of Woman” del 1869, le donne inglesi ottennero il diritto di voto nei consigli municipali e nei consigli di contea (1880). Nel 1903 sorse un movimento politico femminista che lottò, con comizi e manifestazioni pubbliche, per ottenere il diritto di voto, o suffragio, per le donne: le militanti furono chiamate suffragette. Per fare breccia nella resistenza della società britannica, esse ricorsero, alla lotta aperta. Disturbarono i comizi dei deputati, incendiarono negozi, edifici pubblici, fino ad ottenere, nel 1918, il diritto di voto.

Per tutto l’800, le femministe statunitensi lottarono non meno tenacemente di quelle inglesi, senza ricorrere, però, ad azioni violente: loro manifestazioni tipiche furono parate, cortei con fiaccole e striscioni, comizi e marce di protesta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica. Proprio negli Stati Uniti, tuttavia, si verificò, all’inizio del secolo, un terribile episodio che la giornata della donna ricorda tuttora: l’8 marzo 1908 morirono durante un improvviso incendio, in una azienda tessile di New York, 129 operaie riunitesi in sciopero all’interno dell’edificio.

Non riscontrando i risultati sperati, le suffragette inglesi passarono, così, a forme di protesta più violente; così nel 1912 proclamarono la “Guerra delle vetrine” prendendo a sassate ogni negozio londinese. Nel 1913 il movimento suffragista ebbe anche la sua prima martire: una giovane inglese, Emily Davison, che si gettò sotto la carrozza reale durante un affollato derby e rimase uccisa.

Il movimento femminista aveva fatto, però, molta strada non solo in Inghilterra e negli Stati Uniti, ma anche in quasi tutti i paesi d’Europa, dove le donne riuscirono ad eguagliare l’uomo in tutti i campi e ad ottenere, persino, il diritto di voto.

  • La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell’uomo. L’esercizio dei diritti naturali della donna non ha altri limiti se non la perpetua tirannia che le oppone l’uomo. Questi limiti devono essere infranti dalla legge, dalla natura e dalla ragione (dalla Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, Francia 1789).
  • Se la donna ha il diritto di salire sul patibolo deve avere anche il diritto di salire sulla tribuna (Olympe de Gouges, autrice fatta ghigliottinare da Robespierre nel 1793).

Fonte: https://www.studenti.it/donne1.html

HeforShe Campaign 2014

HeForShe è una campagna di solidarietà in favore dell’eguaglianza creata da UN Women. L’obiettivo è di coinvolgere ragazzi e uomini nella lotta contro la discriminazione femminile. Basata sull’idea che l’uguaglianza di genere è una questione che affligge tutte le persone a livello sociale, economico e politico, la campagna tende a rendere partecipe uomini e ragazzi in un movimento che era inizialmente concepito come una lotta di donne per le donne. […]

Il 20 settembre 2014 si è tenuto un evento speciale per il lancio della campagna HeForShe presso l’ufficio delle Nazioni Unite a New York. L’ambasciatrice della UN Women Emma Watson tiene un discorso riguardo al suo cammino verso il femminismo e invita gli uomini a partecipare e promuovere la lotta all’eguaglianza di genere. Questo discorso è circolato via internet in tutto il mondo.

Hermann Hesse – Kennst du das auch?

Kennst du das auch, daß manchesmal
Inmitten einer lauten Lust,
Bei einem Fest, in einem frohen Saal,
Du plötzlich schweigen und hinweggehn mußt?

Dann legst du dich aufs Lager ohne Schlaf
Wie Einer, den ein plötzlich Herzweh traf;
Lust und Gelächter ist verstiebt wie Rauch,
Du weinst, weinst ohne Halt – Kennst du das auch?

~~~~~~

Do you know this too?
You are in the middle of a cheerful party,
when a sudden stillness takes hold of you,
and you hastily have to leave the happy hall.

Back in your bed you lay awake
like someone suffering from a sudden heartache.
The fun and laughter disappear like smoke
and you break into tears: do you know this too?

Hermann Hesse  (1877-1962) – Poesie